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NewsMorte di Luigi Tenco, a Domenica Live rivelazioni shock: “E’ stato ucciso”

Morte di Luigi Tenco, a Domenica Live rivelazioni shock: “E’ stato ucciso”

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Correva l’anno 1967 quando in pieno svolgimento del Festival di Sanremo arrivò una notizia che lasciò tutta Italia senza parole: Luigi Tenco, in gara proprio in quell’edizione di Sanremo, era stato trovato morto

Luigi Tenco nel 1967 partecipò al Festival di Sanremo con la canzone “Ciao amore ciao”, che venne eliminata e nemmeno ripescata. L’eliminazione del brano in gara, secondo le notizie dell’epoca, fu la causa principale del suo sconforto. Tenco, sempre secondo la stampa di quegli anni, si ritirò nella sua stanza d’albergo, dove si suicidò. Accanto al suo corpo infatti, venne rinvenuto un foro del proiettile e un biglietto con la sua grafia:

“Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io te e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”.

Dopo anni dalla morte di Luigi Tenco, durante l’ultima puntata di Domenica Live, il giornalista Aldo Grasso ha fatto delle dichiarazioni shock: “Posso dire con certezza che Luigi Tenco è stato ucciso. Arrivò il lunedì a Sanremo per fare le prove prima della sua esibizione. Incontrò un suo amico giornalista argentino che gli disse: ‘Ma dove pensi di andare? Il Festival è già tutto stabilito. Si sa chi vince e chi perde’. Gli fece i nomi e Tenco andò su tutte le furie. Ebbe uno scontro-incontro con Dalidà che gli confermò tutto. A Valeria, la donna che ha amato fino alla fine, disse: ‘Ho nomi e cognomi e domani farò una conferenza stampa perché la gente deve sapere'”.

Secondo il giornalista, i risultati emersi dall’autopsia sarebbero incompatibili con un suicidio: “Le perizie medico legali dicono che non si è suicidato. La mano di un suicida presenta i cosiddetti ‘microspruzzi’ tra l’indice e il pollice. Le mani di Luigi Tenco erano pulite. La direzione del proiettile è incompatibile con la dinamica suicidaria“.

Ed infine: Il biglietto di addio è un falso. C’è una firma che è ridicola. Lui venne affrontato da due o tre persone che gli dissero: ‘Stai attento, non devi uscire con queste cose’. Addirittura gli promisero che avrebbe vinto il Festival del 1968, l’anno dopo. Ma lui che era una persona integra, non incline al compromesso, rifiutò categoricamente. Non è vero che si è suicidato: Luigi Tenco è stato ucciso”.

Da: Ilgiornale.it

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