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NewsMorti sospette, tra le vittime di Laura Taroni anche il marito. Lui diceva: “Mi fido ciecamente di mia moglie”

Morti sospette, tra le vittime di Laura Taroni anche il marito. Lui diceva: “Mi fido ciecamente di mia moglie”

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laura-taroniMassimo Guerra, marito di Laura Taroni, l’infermiera accusata di aver ucciso l’uomo in concorso con l’amante, e poi compagno, il medico Leonardo Cazzaniga, si fidava ciecamente della moglie. Ecco cosa diceva due anni prima di morire

Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga avrebbero lentamente avvelenato Massimo Guerra con dei farmaci che hanno poi causato il decesso dell’uomo. Quest’ultimo era completamente ignaro del terrificante progetto della moglie, portato avanti con il suo amante. Insieme sono ora accusati di aver provocato volontariamente alcuni decessi all’ospedale di Saronno. Tra queste ci sarebbe per l’appunto anche quella di Guerra.

Nel 2011 l’uomo stava per essere dimesso dall’ospedale di Saronno dopo un primo episodio di intossicazione da medicinali, quando disse di fidarsi ciecamente della moglie. A ricordare quel giorno è stato il medico che lo aveva preso in cura: “Ricordo di aver chiamato il paziente da solo. Gli dissi che doveva stare attento a non assumere sostanze da altri famigliari. Mentre stavamo parlando è arrivata la moglie che è entrata nel mio studio e alla sua presenza ho ripetuto le raccomandazioni appena fatte e ricordo che la risposta del paziente fu questa: mi fido ciecamente di mia moglie“.

Il medico, dopo essersi accertato che l’uomo non avesse tentato di togliersi la vita, segnalò l’accaduto al direttore del presidio ospedaliero, il quale avrebbe trasmesso una segnalazione alla stazione dei carabinieri di Saronno.

In caserma però, il sottufficiale in servizio non trasmise la segnalazione alla Procura della Repubblica ed è per questo che anche quest’ultimo risulta essere stato iscritto nel registro degli indagati con altre 15 persone.

All’epoca, la morte di Guerra lasciò tutti di stucco: “Andavo spesso a comprare da lui i suoi prodotti. Un uomo cordiale, simpatico, con l’aspetto sano di chi sta all’aria aperta: poi un giorno arrivai e mi dissero “è morto l’altro ierì”, restai sbalordito e, sarà deformazione professionale, ma quel decesso mi sembrò davvero improvviso”.

Da: IlMattino.it

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