HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiNewsUltimissimeOmicidio Curina: svolta finale per il caso del “catamarano della morte” – video

Omicidio Curina: svolta finale per il caso del “catamarano della morte” – video

di

Arrestato  dalla Polizia di Ancona,  Filippo Antonio De Cristofaro, dopo un trentennio passato tra fughe e latitanza;  l’uomo che si era rifugiato in Portogallo, è stato condannato nel 1988 all’ergastolo per l’omicidio di Annarita Curina, una skipper 34enne originaria di Pesaro. Il killer massacrò la vittima per rubarle il catamarano “Arx”.

Omicidio Annarita Curina - delitti.net -giusy 20 maggio 16 h.8.33Una svolta decisiva per un caso che seppur risolto si trascinava da tempo a causa delle fughe di Antonio De Cristofaro, infatti l’assassino è stato di nuovo catturato in Portogallo, con una cooperazione attuata  tra gli agenti della Squadra Mobile di Ancona, gli agenti  dello S.C.O. della Polizia di Stato, i nuclei speciali della Polizia portoghes, l’operazione è stata portata a buon fine grazie anche al coordinamento di Eurojust.

Il corpo straziato di Annarita Curina viene ripescato il 28 giugno 1988 al largo della costa di Marzocca di Senigallia dall’equipaggio di un peschereccio che sta effettuando una battuta di pesca a strascico, nelle reti resta impigliato il cadavere di Annarita, zavorrato con un’ancora di 17 chili, il viso è orribilmente sfigurato dalla permanenza in mare ma non solo, in seguito la perizia del medico legale accerta che la donna ha subito numerosi colpi proprio al volto inferti con un’ascia. Il corpo viene identificato: si tratta di una skipper 34enne proprietaria di un catamarano a vela di 10 metri, chiamato “Arx”.

Come scoprirono in seguito gli inquirenti, Annarita Curina era salpata il 10 giugno, ospitando a bordo altre due persone: un italiano ed una ragazza olandese, la destinazione erano le isole Baleari. I loro nomi sono: Filippo De Cristofaro di 32 anni e Diane Beyer di soli 17, i due sono fidanzati. Ma per la Curina sarà l’ultimo macabro viaggio in mare; la barca della donna,  rinominata senza dubbio da De Cristoforo, “Fly 2”, viene ritrovata il 19 luglio nel porto di Ghar el Melh, in Tunisia, della proprietaria nessuna traccia,  due giorni dopo  le autorità tunisine arrestano Filippo De Cristofaro.

Viene arrestata anche Diane Beyer  e una terza persona che si era unita ai due fidanzati diabolici, un olandese: tale  Pieter Groenendijk, di 27 anni che poi risulterà estraneo all’omicidio della Curina. I due dopo un’assurda versione dei fatti, in base alla quale la skipper sarebbe rimasta uccisa dopo una furiosa lite tra lei e Diane per motivi di gelosia, crollano e confessano di aver sedato Annarita con del Valium sciolto nel caffè e di averla accoltellata mentre riposava.

I primi colpi li avrebbe inferti la Beyer, mentre De Cristofaro la finì barbaramente a colpi d’ascia, per poi gettare il cadavere in mare ben zavorrato, in  modo che non potesse riemergere. Il movente meschino è stato il desiderio di avere l’Arx tutto per loro e viaggiare insieme per mare. La Beyer venne poi condannata dal Tribunale dei Minori a sei anni e sei mesi di reclusione il 17 dicembre 1988. Per De Cristofaro invece arriva una sentenza a trent’anni di reclusione in primo grado, pena tramutata nell’ergastolo in appello e in Cassazione, il 5 giugno 1991.

De Cristofaro riesce a fuggire  6 luglio 2007, durante un permesso premio dalla prigione di Opera; ma viene riacciuffato; fugge di nuovo nel 2014, sempre durante un permesso premio dal carcere di Porto Azzurro. Si perdono le sue tracce per ben due anni. Ora con il nuovo arresto forse si chiude questa vicenda.

Lascia un commento

Back to Top