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Omicidio Katia Tondi: iniziato il processo contro il marito Emilio Lavoretano

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Il caso dell’omicidio di Katia Tondi ha molte ombre. A maggio è iniziato il processo contro il marito, Emilio Lavoretano.

katia tondiIl 20 luglio del 2013 Katia Tondi, una giovane mamma, venne trovata morta nel suo appartamento dal marito Emilio Lavoretano. L’uomo intorno alle ore 19 era uscito per andare a fare la spesa lasciando la moglie e il piccoletto di soli 7 mesi a casa. Al suo ritorno ha notato che la porta dell’abitazione era aperta e che dentro era tutto a soqquadro. Il piccolo dormiva nella sua culla, mentre Katia Tondi giaceva sul pavimento. Emilio ha provato a rianimarla ma quando ha capito che non c’era più nulla da fare ha chiamato i vicini e la polizia. Sul corpo della donna c’erano evidenti tracce di strangolamento e l’ipotesi della rapina finita male non convince gli inquirenti, il primo sospettato infatti è proprio Lavoretano.

Katia Tondi e il marito Emilio, entrambi 31enni, erano una coppia tranquilla, non avevano mai litigato così come hanno confermato i vicini che non hanno mai sentito strani rumori provenire dal loro appartamento, né la sera dell’omicidio, né quelle precedenti. Anche il padre della vittima conferma che andavano d’amore e d’accordo, nel frattempo Emilio si sottopone ai test per verificare la presenza di alcol e droga, ma i risultati sono negativi. Come dicevano, l’ipotesi della rapina viene scartata perché non c’erano segni di effrazione Katia conosceva il suo assassino. L’autopsia conferma che la Tondi è morta strangolata con un filo di stoffa che non è mai stato trovato. Forse è stata sorpresa alle spalle e non ha potuto fare niente per difendersi dato che sotto le sue unghie non c’è traccia del Dna dell’assassino. Emilio era davvero andato a fare la spesa, la prova è contenuta negli scontrini ma due mesi dopo ecco che arriva la prima svolta, il referto del medico legale stabilisce che Katia Tondi non è stata uccisa tra le 19 e le 20, ma entro le sei ore precedenti l’inizio dell’autopsia, iniziata alle 21.

Emilio si affida ad uno dei massimi esperti per costruire la sua difesa, Carmelo Lavorino. Il criminologo ha lavorato insieme ai difensori di Federico Valle, indagato per il delitto di Via Poma e poi prosciolto, e ancora con quelli di Carmine Belli che ha passato ben 17 mesi in carcere per l’omicidio di Serena Mollicone ma era innocente. Lavorino dice subito che non è possibile stabilire quando è avvenuto il decesso perché manca il movente e soprattutto non è stata misurata la temperatura corporea. Il marito di Katia Tondi continua a rilasciare interviste e dichiarazioni, aggiungendo dei dettagli sugli oggetti presenti in casa e su quello che era stato effettivamente portato via.

Eppure c’è una nuova perizia dell’accusa che sembra confermare la presenza di Emilio in casa quando è morta Katia Tondi e gli esperti stanno analizzando due impronte digitali. Il processo in Corte D’Assise, è solo alle battute iniziali.

Fonte: GQ-Underground (Edoardo Montolli)

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