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Omicidio Luca Tromboni: dopo 10 mesi è stato arrestato il fratello

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Luca Tromboni è stato ucciso tra il 19 e il 18 marzo del 2015 nel capannone della ditta di famiglia, a Rozzano. Dopo dieci mesi di indagini sono scattate le manette ai polsi del fratello, Sandro Tromboni. Il movente riguarda alcune questioni economiche.

luca tromboniImportante svolta nel caso dell’omicidio di Luca Tromboni, l’imprenditore di 50 anni che è stato ucciso nel capannone dell’azienda di famiglia che produce viti, a Rozzano. Questa mattina gli uomini del nucleo operativo dei Carabinieri di Milano ha bussato alla porta di Sandro Tromboni, il fratello 43enne dell’imprenditore, che deteneva insieme ai fratelli e ai genitori le quote della Tromboni Srl. L’accusa è di omicidio volontario a cui si aggiunge l’aggravante della premeditazione.

A trovare il corpo senza vita di Luca Tromboni, la mattina dello scorso 20 marzo 2015, era stata la madre, Angiolina Robustini. La donna l’aveva sentito per l’ultima volta intorno alle 23 della sera precedente, al mattino, vedendo le luci dell’azienda già accese, gli ha portato una tazza di caffè, trovando il figlio in una pozza di sangue. I sospetti si erano concentrati subito sul fratello Sandro perché sul pc erano state trovate delle ricerche su armi da fuoco.

Il 20 marzo, l’assemblea dei soci della Tromboni Srl, si sarebbe riunita per discutere sulla posizione lavorativa di Sandro Tromboni a cui era stato ridimensionato lo stipendio. La questione andava avanti da tempo, tanto che dal novembre dell’anno precedente Luca Tromboni era stato nominato amministratore unico della ditta con 30 dipendenti.

Secondo la ricostruzione, Sandro sarebbe entrato nel capannone armato. La calibro 7.65 era nascosta in una busta di plastica e questo “trucco” gli ha permesso di disperdere una quantità minore di polvere da sparo e di non far cadere i bossoli. I Ris di Parma attraverso la prova dello Stub avevano comunque rinvenuto delle tracce sulle maniche del giubbotto del sospettato e un bossolo sotto il cadavere.

Fonte: Corriere della Sera – Milano

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