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Omicidio Marco Vannini: assenti i Ciontoli all’udienza preliminare, appuntamento il 4 marzo per la decisione dei giudici

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Marco Vannini è morto il 17 maggio del 2015 in circostanze tutte da chiarire. L’unica certezza è che si sarebbe potuto salvare. Alle 13,15 di oggi, presso il Tribunale di Civitavecchia si è tenuta l’udienza preliminare del processo, terminata alle 15. Assenti gli imputati.

marco vanniniIl processo per l’omicidio di Marco Vannini è iniziato oggi. L’udienza preliminare fissata per le 13,15 non è durata molto. Andrea Miroli, il legale della famiglia Ciontoli, aveva già fatto capire che quello di oggi sarebbe stato un incontro di tipo formale. Infatti il prossimo appuntamento è fissato per il 4 marzo, quando il processo entrerà nel vivo e i giudici si esprimeranno sul rinvio a giudizio dei cinque imputati che oggi non si sono presentati in aula.

Durante l’udienza preliminare per l’omicidio di Marco Vannini sono state accolte le costituzioni delle parti, tra cui quella di Alessandro Carlini, cugino di quarto grado della vittima. Il GUP ha rigettato l’istanta con cui i Vannini hanno chiesto la responsabilità civile al Ministero della Difesa. Nella perizia depositata dall’avvocato Miroli, è scritto che “Marco non si sarebbe potuto salvare in quando per salvarsi sarebbe dovuto essere ricoverato entro trenta minuti”. In questo modo si delineano i primi tratti della linea difensiva. Il processo infatti dovrà accertare se Marco poteva salvarsi.

L’atteso faccia a faccia non c’è stato, fuori dal Tribunale di Civitavecchia, un corteo silenzioso di studenti ha accolto i genitori di Marco Vannini che ieri avevano spento i cellulari per prepararsi ad affrontare la dura giornata. Una troupe di Quarto Grado ha seguito l’udienza, quindi nella prossima puntata ascolteremo altre dichiarazioni sul caso che ha sconvolto l’opinione pubblica. Le versioni contrastanti dei Ciontoli unite ai video che sono stati diffusi in televisione e in rete, hanno lasciato tutti senza parole: la ferita causata da un colpo d’aria, il ferimento con un pettine, uno scherzo, una lite per il risultato della partita, l’arma caduta accidentalmente. Il processo non sarà breve e la difesa è già pronta a dare battaglia dall’alto del muro di omertà dei Ciontoli e di Viola Giorgini, presente anche lei quella tragica sera, accusata di omissione di soccorso.

Fonte: TerzoBinario

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