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Cold CaseOmicidio Nicoletta Figini: cold case da archiviare
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Omicidio Nicoletta Figini: cold case da archiviare

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Nicoletta Figini aveva 55 anni. É stata ammazzata nel suo appartamento la notte tra il 18 e 19 luglio 2013. Le indagini sulla sua morte stanno per essere archiviate perché il pm si è arreso. Dal suo passato sono emersi dettagli sconosiuti ai vicini di quartiere.

nicoletta figini_cold caseL’omicidio di Nicoletta Figini è un delitto irrisolto. Anche se la soluzione sembra essere vicina il pm ha intenzione di archiviarlo. L’ultima pista seguita è quella di una rapina da parte di alcuni cittadini dell’Est europeo. Sotto le sue unghie infatti è stato isolato un profilo genetico ma il principale sospettato si è rifiutato di sottoporsi al test e mancando gravi indizi sul suo conto, non è stato disposto il prelievo forzato.

Tutte le strade seguite per scoprire chi ha ucciso Nicoletta Figini hanno portato in un vicolo cieco. La donna viveva da sola ed era benestante. Nel corso delle indagini si è scoperto che aveva gusti sessuali “particolari” e che era in cura presso un centro per tossicodipendenti. Nicoletta Figini è stata assalita in camera da letto, è stata picchiata e trascinata nella sala dove è stata incaprettata con un lenzuolo. La sua cassaforte è stata trovata intatta, dentro c’era una fiala di eroina liquida e alcuni gioielli.

Tra i primi indiziati la colf ucraina che si era licenziata un mese prima dell’omicidio ma le intercettazioni e le indagini per rogatoria non hanno fatto emergere elementi rilevanti a suo carico. Anche l’ex socio e amante è risultato estraneo ai fatti nonostante sulla scena del crimine ci fossero le sue tracce. Successivamente l’uomo è stato arrestato e condannato per violenza sessuale su una ragazzina di 13 anni, portata alla luce proprio da Nicoletta Figini.

L’altra pista seguita era quella della tossicodipendenza e del sesso bondage, ma i sex toys trovati in casa non portano comunque al suo omicida. Inoltre chi l’ha introdotta a questa pratica e le ha regalato il cinturino che indossava non è la stessa persona che l’ha uccisa in quanto il profilo genetico trovato sotto le unghie di Nicoletta Figini non corrisponde e soprattutto era ormai malato da tempo e non si frequentavano più. Ecco perché l’ipotesi finale resta quella della rapina violenta. Fuori dal palazzo dove abitava Nicoletta è stato trovato un moschettone da scalata e una fune rossa e una finestra della veranda era rotta. Mai i rapinatori non hanno un volto e non ci sono testimoni.

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