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NewsOmicidio Rosina Raffaele: la nipote Lucia Raffaele condannata all’ergastolo

Omicidio Rosina Raffaele: la nipote Lucia Raffaele condannata all’ergastolo

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Lucia Raffaele è stata condannata all’ergastolo per aver ucciso sua zia, Rosina Raffaele lo scorso anno a Setteville (Guidonia). La 42enne, figlia di un fratello della vittima, aveva confessato il giorno dopo l’omicidio, messa alle strette dalle indagini che hanno seguito sin da subito una strada che portava a lei.

ergastoloRosina Raffaele era una sarta di 74 anni che abitava a Setteville. Il 7 ottobre del 2014 è stata uccisa a coltellate e colpi di martello, un omicidio tra i più efferati, compiuto da Lucia Raffaele, la nipote della vittima. Il Tribunale di Tivoli, al termine di una lunga udienza ha condannato all’ergastolo la donna, originaria di Villaba. Il padre di Lucia, fratello di Rosina Raffaele, era molto da qualche anno, ma tra le famiglie i rapporti erano così tesi che i contatti erano quasi inesistenti.

Quando Rosina Raffaele ha visto Lucia sotto la sua porta l’ha accolta e l’ha invitata a prendere un caffè, ma in pochi istanti ha sfogato la sua rabbia contro l’anziana e l’ha colpita, facendola cadere al suolo. Da quanto emerso con l’autopsia, la Raffaele ha colpito Rosina con due coltellate e poi ha infierito più volte con un martello trovato in casa. Per depistare le indagini, la giovane Lucia ha aperto i cassetti dei mobili, nessuno avrebbe mai sospettato che l’omicida fosse lei con tutte le storie di cronaca di furti e aggressioni che si sentivano in giro. Prima di lasciare la scena del crimine, ha raccolto anche tutti gli oggetti che aveva toccato in un sacchetto di plastica, dalle armi utilizzate per l’omicidio alla tazzina di caffè da cui aveva bevuto, sino agli indumenti sporchi di sangue.

Rosina Raffaele aveva chiesto dei soldi, ecco perché Lucia ha deciso di punirla massacrandola. Un vicino però ha visto la 42enne uscire dal palazzo in cui abitava la vittima e di fronte a quelle prove è crollata, confessando la verità e aggiungendo che aveva venduto i gioielli della zia ad un compro oro. Il giudice non ha concesso le attenuanti per la ferocia con cui è stato commesso il delitto.

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