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Cold CaseNewsPalmina Martinelli, arisa viva a 14 anni: riaperte le indagini dopo 35 anni

Palmina Martinelli, arisa viva a 14 anni: riaperte le indagini dopo 35 anni

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Palmina_Martinelli_2Palmina Martinelli fu bruciata viva a soli 14 anni nell’11 novembre del 1981 a Fasano. Sono trascorsi quasi 35 anni da quell’orribile giorno, ma la ragazzina non ha avuto ancora giustizia

Il 28 aprile del 2015 si è disposta l’archiviazione sull’inchiesta dell’omicidio di Palmina Martinelli. Ad annullare l’ordinanza è stata la Prima Sezione della Corte di Cassazione, che ha finalmente riaperto le indagini per far luce su quanto accaduto alla 14enne, scartando così per sempre l’ipotesi del suicidio.

La storia di Palmina Martinelli è davvero triste: morta tra strazio, dolore, agonia e quelle terribili fiamme, che l’11 novembre vennero appiccate nella casa in cui viveva. Ironia della sorte, proprio quel giorno l’acqua non c’era e la ragazzina, trovata nella doccia dal fratello, non riuscì a fare nulla per salvarsi. Arrivata in condizioni disperate in ospedale, Palmina venne interrogata e, ormai con poche forze e con il corpo straziato, raccontò che a farle del male erano stati due ragazzi, Giovanni ed Enrico, che volevano creare un giro di prostituzione adescando ragazzine. Dopo venti giorni, il 2 dicembre 1981, la 14enne si spense per sempre. I due presunti assassini sono stati invece assolti per insufficienza di prove.

Da quel momento si ipotizzò un suicidio, dato che Palmina Martinelli aveva scritto proprio il giorno della tragedia una lettera d’addio: “La lettera d’addio lasciata sul tavolo della cucina – ha confessato una ex amica della vittima, ormai adulta – si riferiva alla nostra fuga, non faceva riferimenti a un suicidio, lei non aveva affatto voglia di morire. Era una ragazzina pulita. Certo, cresciuta in un ambiente in cui si faticava a rimediare uno stipendio, ma non era stata sporcata dal contesto che la circondava. Era un’anima bella, piena di speranza, piena di gioia di vivere”.

Palmina però, potrebbe essere stata uccisa perchè ebbe il coraggio di denunciare presunti abusi e di rifiutare il mondo della prostituzione. A rilasciare dichiarazioni sul caso è stato Nicola Magrone, il pm che condusse la prima inchiesta sulla morte di Palmina: “Continuo ad essere fiducioso che Palmina, una figura di tale raffinatezza che ebbe il coraggio di denunciare quello che le era accaduto, ottenga giustizia. Non è solo una verità processuale che si insegue, conducendo questa battaglia si vuole dare un importante segno di civiltà. [..] Il racconto che Palmina consegnò proprio a me, personalmente, fu supportato da una serie di riscontri. In primo e secondo grado fu decisa l’assoluzione degli imputati per insufficienza di prove. La Cassazione però si spinse oltre, stabilendo poi l’assoluzione perché il fatto non sussiste, ritenendo quindi che non si fosse trattato di un omicidio ma di un suicidio. Se dovesse passare questa verità, di Palmina resterebbe l’immagine di una calunniatrice, una sorta di strega. Palmina non mentì, ma in punto di morte denunciò con grande coraggio quello che le accadde. Ed è giusto che lei, anche a trent’anni di distanza, ottenga quella giustizia che l’opinione pubblica le ha già tributato”.

Fonte: Corriete.it – IlTempo.it

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