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Pillole NereRodney Alcala: il killer che aveva vinto Dating Games
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Rodney Alcala: il killer che aveva vinto Dating Games

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California 1978. Dating Games (che in Italia era conosciuto come “Il gioco delle coppie”) era una delle trasmissioni più popolari in America condotta da Jim Lange. Vi avevano partecipato anche Tom Sellek e Arnold Schwarzenegger, ancora sconosciuti, ma il 13 settembre di quell’anno venne presentato un nuovo concorrente: Rodney Alcala.

rodney alcalaRodney Alcala era un fotografo di successo, aveva 35 anni ma ne mostrava di meno. Il giovane sorrideva sempre ed era riuscito a conquistare tutti con il suo savoir faire. Rodney Alcala indossava sempre una camicia sbottonata, pantaloni a zampa d’elefante e scarpe con tacchi alti. Cheryl Bradshaw era la cacciatrice ma non poteva vedere Rodney Alcala e il suo cespuglio di capelli castani perché si trattava di un appuntamento al buio in cui la cacciatrice poteva fare delle domande alle sue prede per conoscergli meglio e decidere se dividere o meno il premio in palio, una vacanza in una località esotica.

Cheryl sceglie Rodney, ma si rifiuta di fare la vacanza con lui perché lo definisce “raccapricciante”. Anche un altro concorrente lo trova strano e a tratti inquietante. Rodney Alcala si arrabbia e minaccia la produzione. Qualche mese dopo da star del piccolo schermo, il giovane diventa la star delle pagine di cronaca nera per aver rapito, violentato e ucciso la 12enne Robin Samsoe. La criminologa Pat Brown ha ipotizzato che la follia omicida di Alcala sia stata scatenata dal rifiuto di Cheryl e la ragazza viene assalita dai sensi di colpa, senza immaginare che con molta probabilità anche lei sarebbe stata uccisa perché era un assassino seriale.

Rodney Alcala aveva un passato oscuro. Era nato il 23 agosto del 1943, e a 17 anni si era arruolato nell’esercito ma era stato congedato perché uno psichiatra gli aveva diagnosticato un disturbo di personalità asociale. Successivamente si diplomò in Belle Arti e nel 1968 commise il suo primo crimine: rapì, violentò e colpì con una sbarra d’acciaio una bambina di 8 anni. Un uomo lo aveva visto e spiccò il mandato di arresto, ma Rodney si trasferì a New York e cambiò identità. Nel 1971 cambiò di nuovo nome e iniziò a lavorare in un campeggio per bambini. Due ragazze videro in un ufficio postale il manifesto con il suo volto e la scritta “Wanted” e avvertirono i responsabili. L’uomo venne arrestato ed estradato in California solo che i parenti della vittima si rifiutarono di far tornare la piccola per testimoniare al processo, Rodney Alcala patteggiò e ammise solo l’aggressione. Dopo 2 anni e 10 mesi era di nuovo in libertà ma fu arrestato di nuovo perché aggredì una 13enne a cui aveva dato un passaggio per andare a scuola. Per la seconda volta i giudici lo rilasciarono sulla parola e perché aveva mostrato segni di ravvedimento. Nel 1978 Rodney Alcala scoprì la passione per la fotografia e trovò lavoro in una tipografia. I suoi colleghi erano stupiti dal fatto che scattava foto a ragazzine e ragazzini completamente nudi.

Il processo per l’omicidio di Robin Samsoe, il primo che aveva compiuto, venne celebrato nel 1980 e si concluse con la sentenza di condanna a morte. La corte suprema della California però annullò il verdetto perché qualcuno aveva detto ai giurati che l’uomo aveva dei precedenti per crimini sessuali che non avevano nulla a che fare con quel processo. Nel 1986 con un secondo processo identico a questo, Alcala venne ricondannato a morte ma la Corte d’appello annullò il verdetto perché non era stato ascoltato un teste della difesa. In quegli anni Rodney Alcala scrisse un librò in cui si dichiarava innocente. Nel 2003 l’imputato si preparava ad un nuovo processo ma nel frattempo gli investigatori della Contea di Orange che indagavano su una serie di cold case gli prelevarono il Dna per confrontarlo con quello ritrovato su altre vittime e nel 2004 arrivò l’incriminazione per altri 4 omicidi avvenuti tra il 1977 e il 1979.

Al terzo processo, Rodney Alcala licenziò i suoi avvocati e si rese protagonista di uno show che durò 5 ore in cui si interrogava come avvocato e rispondeva come imputato. Si dichiarò innocente per l’omicidio di Robin Samsoe e non contestò le accuse per gli altri 4 omicidi. Il 25 febbraio del 2010 venne condannato ancora una volta a finire nel braccio della morte, ma 3 anni dopo si scoprirono altri omicidi. Per la polizia le vittime potrebbero un centinaio. Attualmente Rodney Alcala è rinchiuso nel penitenziario di San Quintino, in California, dove attende di essere giustiziato.

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