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NewsRoma Tre: il dramma dello studente suicida nel racconto dei testimoni

Roma Tre: il dramma dello studente suicida nel racconto dei testimoni

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Aveva solo 26 anni, M.M. lo studente originario di Potenza che frequentava il secondo anno di Ingegneria meccanica, laurea triennale a Roma Tre, e che ieri si è sparato nel cortile dell’università davanti a tutti.

studente suicidaIl giovane è morto sul colpo, il suo corpo si è afflosciato nel piazzale davanti ai numerosi presenti che sono rimasti scioccati dal gesto tragico e rapidissimo, il ragazzo aveva senza dubbio premeditato di uccidersi e si era recato in facoltà con l’arma in tasca.

Le indagini stanno facendo chiarezza sul movente del gesto estremo, pare che il giovane stesse vivendo un periodo difficile per via del suo percorso universitario non brillante, aveva dato pochissimi esami ed era depresso, gli amici tuttavia lo descrivono come un bravissimo ragazzo.

Uno di questi amici ancora sotto choc ha raccontato alla polizia: «È stato un attimo, stavamo parlando, all’improvviso ha estratto la pistola e si è sparato», la polizia ha accertato che il ragazzo si è suicidato con una Beretta calibro 9, regolarmente detenuta.

Tra le varie testimonianze c’è quella di Alessandro Papa, uno studente di ingegneria elettronica, che è stato tra i primi ragazzi a correre nel  cortile, appena ha capito quello che stava succedendo, ecco cosa ha dichiarato Alessandro:  “Non capivamo cosa stesse accedendo, pensavamo a un attentato; poi abbiamo sentito delle urla, dicevano che un ragazzo si era sparato: siamo arrivati fuori e stava a terra, con la pistola ancora in mano, in un lago di sangue, poco prima io stavo nell’aula studio quando il custode ci ha detto: -“uno studente ha tirato fuori la pistola, si è sparato alla testa”- …allora siamo corsi fuori, c’era il caos totale. Lui stava a terra, con questa pistola piccola in mano e attorno tanto sangue. La cosa strana è che nessuno ha sentito il botto, il colpo dell’esplosione. Come se l’arma fosse silenziata, ma io non m’intendo di armi, non so di che calibro fosse”.

Poi c’è il racconto di Carlo, un’altro studente di ingegneria, di 22 anni, ancora sconvolto per la morte dell’amico: “Lo avevo visto qualche ora prima all’università mi aveva raccontato delle sue difficoltà, aveva detto che magari uno sta tre mesi a studiare per un esame e poi neanche lo passi, diceva che forse non usava il metodo adatto per studiare. Poi  ci siamo salutati, gli ho detto “ci vediamo dopo” e lui ha risposto “ok”». Non avrei mai immaginato una cosa del genere, io ho provato a incoraggiarlo, gli ho detto che ci sono tante sessioni di esame e che non doveva preoccuparsi.”

Il fratello più anziano  del suicida ha raccontato alla polizia i problemi che forse sono stati il movente che hanno spinto il ragazzo ad uccidersi:  “…aveva dato solo tre esami dei ventotto ai quali si era iscritto. L’ultimo un anno fa. Era depresso per l’università, vivevamo insieme, i nostri genitori sono a Potenza, ma con me non si confidava” 

Il giovane aveva in passato già tentato il suicidio,  in seguito aveva preso il porto d’armi  a Roma e pare che fosse un collezionista, un appassionato di armi. Possedeva  tredici pistole, tutte regolarmente denunciate. Alcune di queste armi le teneva a Roma nella casa che divideva con il fratello Massimiliano.

il rettore di Roma Tre, Mario Panizza, ieri in segno di lutto ha sospeso tutte le attività e ha dichiarato: “La comunita’ accademica, costernata, si stringe attorno alla famiglia, agli amici e ai colleghi dello studente d’Ingegneria che stamattina si e’ tolto la vita. Le attivita’ accademiche sono state sospese per tutta la giornata in segno di cordoglio. In un ateneo come il nostro, che vive come un campus, il dolore e’ tangibile. Siamo tutti attoniti”. Messaggio di cordoglio anche da parte del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini: “Siamo addolorati per quanto accaduto a Roma Tre. Esprimo vicinanza alla famiglia del ragazzo e all’ateneo”.

Fonte: La Stampa

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