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Cold CaseNewsTony Drago, il caporale morto in caserma: fu davvero un suicidio?

Tony Drago, il caporale morto in caserma: fu davvero un suicidio?

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tony dragoCi sono storie che spesso vengono dimenticate, forse perchè non se ne parla molto, eppure continuano ad essere protagoniste di indagini e avvolte da mille misteri. Una tra queste è quella di Tony Drago, il caporale trovato morto nella caserma Lanciari di Montebello a Roma il 6 luglio del 2014

Per la Procura, Tony Drago quel maledetto 6 luglio si tolse la vita, una spiegazione che non ha mai convinto la famiglia del giovane. A rivelare particolari inquietanti è stato il settimanale Giallo.

Chi sta coprendo gli assassini di Tony dovrebbe mettersi un amano sulla coscienza e raccontare la verità – ha dichiarato la mamma del ragazzo – E’ assurdo il modo in cui sono state condotte le indagini. Quel maledetto giorno mio figlio si trovava da solo nella camerata, perchè tutti i suoi compagni erano in malattia o in licenza. Secondo l’inverosimile ricostruzione dei fatti, Tony si sarebbe lanciato nel vuoto dalla finestra di un bagno in disuso. Se così fosse, non comprendo perchè questo bagno non sia mai stato posto sotto sequestro”.

Quella del suicidio è quindi una ipotesi che non convince la famiglia di Tony Drago, che si è opposta alla richiesta di archiviazione del caso. “Un mese dopo la morte di mio figlio, a un nostro avvocato è stato consentito di entrare in caserma – continua la mamma di Tony – trovandosi di fronte a una scena surreale: sul pavimento del bagno c’erano centinaia di mozziconi di sigaretta. Nessuno si questi mozziconi è mai stato analizzato. Perchè? Gli inquirenti ne hanno sequestrato solo uno, sostenendo che fosse quello che Tony fumò prima di morire. Ma come hanno fatto a risalire a questa sigaretta in mezzo ad altre centinaia? Inoltre, non ci risulta che anche questo mozzicone sia stato mai esaminati”. Nemmeno il cellulare e il computer del 25enne furono immediatamente analizzati.

In giro si diceva inoltre che Tony Drago fosse depresso per la lontananza dalla sua famiglia e per la presunta fine della relazione con la sua fidanzata: “Se così fosse – si chiede la mamma – perchè non gli è stato impedito di maneggiare armi?”.

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