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Vanessa Russo, lo strazio del padre: “Doina ha ucciso mia figlia, deve rimanere in carcere”

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Vanessa Russo è stata uccisa con un colpo di ombrello nell’aprile del 2007 mentre si trovava in metro. Alla sua assassina, Doina Matei, era stata confermata la semilibertà, adesso momentaneamente sospesa

Lo strazio per il dolore della morte di Vanessa Russo è immenso, quasi indescrivibile: “Quando abbiamo saputo che è praticamente libera e ha pure trovato un lavoro ci sono cadute le braccia. Doina è stata riconosciuta colpevole da tre tribunali. Deve scontare una pena di 16 anni in carcere, che sono pochi perché ha ucciso una ragazza di 22 anni con determinazione e non per fatalità. Se avesse colpito Vanessa per un impeto di rabbia al massimo mia figlia avrebbe perso un occhio. Invece Doina ha infierito con crudeltà e desiderio di farle molto male. La punta dell’ombrello è entrata di dieci centimetri nel cranio e ha lacerato l’arteria del cervello. Doina è un’assassina e basta. Prima deve scontare tutta la pena e poi si può parlare d’inserimento. Quindi dovrebbe essere rispedita in Romania nel suo paese. Perché qui, da noi, si è comportata male. Ha ucciso una ragazza innocente e ha distrutto una famiglia. Dovrebbero dirle: “Te ne devi annà”. E invece Doina l’hanno italianizzata e le hanno pure trovato un lavoro”.

Parole forti quelle pronunciate da Giuseppe Russo, il papà di Vanessa, che non riesce ad accettare che all’assassina della figlia sia stata data una seconda possibilità, nonostante abbia commesso un efferato omicidio.

A fare scalpore negli ultimi tempi sono state le foto di Doina pubblicate su facebook, nelle quali è apparsa sorridente e molto serena: “Quando abbiamo visto quelle foto. Quando l’abbiamo vista ridere in bikini al mare. O col pollice alzato in segno di vittoria, di libertà, ci è arrivata una coltellata al cuore. In una foto c’ha pure il pollice alzato in segno di vittoria, come dire “mi vedete ce l’ho fatta, sono fuori” . Quel gesto suona come una beffa, una provocazione. E dimostra tutta la cattiveria e l’odio che c’è in questa donna. È una vendetta nei nostri confronti. Incredibilmente ha vinto lei. Noi che siamo le vittime abbiamo perso su tutti i fronti. Viviamo in uno Stato che non vuole la giustizia. Ecco perché chi ha ucciso mia figlia come se fosse una bestia non sta scontando la sua punizione dietro le sbarre di una cella. Vanessa aveva solo vent’anni, era una ragazza bellissima con gli occhi azzurri limpidi e buoni. La nostra vita dopo che lei ci ha lasciato non è stata più la stessa”.

Sono passati otto anni da quando Vanessa Russo è stata uccisa: “Come si fa ad accettare la morte di una figlia uccisa in questa maniera? Mi danno fastidio quelli che dicono che è giunto il momento di sorridere anche per Doina, che sia giusto che esca e che si riempiono la bocca di belle frasi ad esempio “il carcere non è una vendetta “. Non parlerebbero così se si trattasse dei loro figli [..]”.

Fonte: Iltempo.it

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